Early riser - foto di Riccardo Marchegiani

MUSEO CHIUSO  IN OTTEMPERANZA ALLE INDICAZIONI DELLE AUTORITÀ IN MATERIA DI PREVENZIONE DEL CORONAVIRUS

 

Quando l’uomo incontra la natura e ne riconosce la sua potenza e verità negli animali, ecco apparire i più bei ritratti dal pianeta Terra. E a mostrarceli, ogni anno, è Wildlife Photographer of the Year, il più importante riconoscimento dedicato alla fotografia naturalistica promosso dal Natural History Museum di Londra. C’è tempo fino al 2 giugno per ammirare al Forte di Bard (AO) le oltre 100 immagini vincitrici nelle 19 categorie del premio selezionate tra ben 48mila scatti provenienti da 100 Paesi. 

The Moment - foto di Yongqing Bao

A vincere il prestigioso titolo 2019 è il cinese Bao Yongqin con The Moment, l’incontro-scontro tra una volpe e una marmotta uscita dalla tana dopo il letargo, sull’altopiano del Qinghai, in Tibet. Uno scatto che cattura insieme il potere del predatore e il terrore della sua preda.

 

Il premio per lo Young Wildlife Photographer of the Year va invece al 14enne neozelandese Cruz Erdmann per Night glow by, che riprende un calamaro durante un corteggiamento notturno al largo di Sulawesi, in Indonesia. Per le categorie 15-17 anni e Behaviour: Amphibians and Reptiles sul podio due italiani, rispettivamente il giovane Riccardo Marchegiani, con Early riser e l’altoatesino Manuel Plaickner con Pondworld. Una femmina di babbuino con il suo cucciolo ritratta all’alba nel Parco Nazionale del Simien, in Etiopia, per il primo, e un gruppo di rane durante il periodo dell’accoppiamento in Alto Adige, seguite invece dal secondo ogni primavera, durante la migrazione, per oltre un decennio.

Pondworld - foto di Manuel Plaickner