Lynne Koester, Paris (1984) ©Peter Lindbergh

ARMANI/SILOS È CHIUSO IN OTTEMPERANZA ALLE INDICAZIONI DELLE AUTORITÀ IN MATERIA DI PREVENZIONE DEL CORONAVIRUS

«Ho sempre ammirato Peter Lindbergh per la coerenza e l’intensità del suo lavoro. Essere senza tempo è una qualità a cui aspiro personalmente, e che Peter sicuramente possedeva. Con questa mostra voglio rendere omaggio a un compagno di lavoro meraviglioso il cui amore per la bellezza rappresenta un contributo indelebile per la nostra cultura, non soltanto per la moda». Con queste parole Giorgio Armani presenta Heimat. A Sense of Belonging all’Armani/Silos fino al 2 agosto.

Giorgio Armani - Courtesy of Giorgio Armani

Dopo la sfilata a porte chiuse per l’emergenza legata al Covid-19, il Silos riapre il 4 marzo le sue porte con questa rassegna che ripercorre vari decenni del lavoro del fotografo di moda Lindbergh, scegliendo scatti celebri e inediti in modo accurato come le parole (a partire da Heimat che in tedesco estende il significato più profondo di casa al luogo a cui appartiene la propria essenza interiore). Heimat è il background industriale di Duisburg, con le sue fabbriche, la nebbia, il metallo e il cemento. L’estetica della Berlino degli anni ’20 ha lasciato un’altra indelebile impronta nel lavoro di Lindbergh. Attraverso il filtro di uno sguardo pieno di umanità, tali spunti hanno generato un senso di cruda bellezza che connota l’intera opera del fotografo.

Armani Silos - Heimat. A Sense of Belonging - Courtesy of Giorgio Armani

La mostra è un omaggio all’onestà estetica e intellettuale che Giorgio Armani e Peter Lindbergh condividono dagli anni ’80. Il cuore della rassegna ruota intorno a immagini in cui l’espressivo ambiente industriale è qualcosa di più di un semplice sfondo: un protagonista narrativo, splendidamente nudo nella sua verità, così come lo sono i ritratti di Lindbergh, sempre spogli da qualsiasi artificio, insieme alla sua idea di eroina moderna come donna piena di potere, che mostra con orgoglio i segni dell’età e del tempo.