Frecciarossa è il treno ufficiale della Nazionale italiana di Rugby che parteciperà al torneo Guinness Sei Nazioni. Gli appassionati della palla ovale in possesso dei biglietti per le partite del 3 febbraio con l’Inghilterra o del 9 marzo con la Scozia allo Stadio Olimpico potranno raggiungere Roma approfittando dell’offerta Speciale Eventi e viaggiare sulle Frecce con sconti fino all’80% sul prezzo Base, utilizzando il codice SEINAZIONI24 in fase di acquisto. 

Nel 1883 in Gran Bretagna fu organizzata la Home Nations Championship, una competizione tra le Nazionali di rugby di Galles, Inghilterra, Irlanda e Scozia. A partire dal 1910, con l’ingresso della Francia, il torneo fu rinominato Cinque Nazioni. Quasi un secolo dopo, nel 2000, entrò a far parte di questo gruppo anche l'Italia. Nasceva così il Sei Nazioni, l’appuntamento più prestigioso della palla ovale, riservato alle migliori Nazionali europee che si disputa ogni anno tra febbraio e marzo.

 

Nel 2024 lo start è fissato per il 2 febbraio in Francia, mentre il primo incontro degli Azzurri in programma è quello contro l’Inghilterra, sabato 3 allo Stadio Olimpico di Roma. A questa gara seguiranno le sfide con l’Irlanda l’11 e la Francia il 25, e con le Nazionali di Scozia e Galles, rispettivamente il 9 e il 16 marzo.

L’Italia si presenta all’appuntamento del Guinness Sei Nazioni – questo il nome attuale del torneo – motivata più che mai, con la voglia di dare il meglio e un’importante novità in tasca. Sulla panchina tricolore, infatti, farà il suo esordio l’allenatore Gonzalo Quesada. Nato a Buenos Aires, 49 anni, 34 presenze con i Pumas, la Nazionale argentina, e miglior marcatore alla Coppa del Mondo 1999, da allenatore ha vinto il campionato francese con lo Stade Français e ha avuto un posto negli staff che hanno guidato Argentina e Francia in Coppa del mondo. È il primo argentino nella storia del rugby nostrano a essere nominato commissario tecnico della squadra nazionale maschile. E da quando ha ricevuto la nomina si è impegnato con dedizione per instaurare un clima di fiducia nel gruppo, imparando in pochi mesi l’italiano per comunicare direttamente con il suo team. «Ho iniziato a viaggiare, studiare la lingua, ascoltare uno a uno tutti i giocatori, lo staff e i dirigenti. Perché prima di parlare di gioco è necessario creare una grande famiglia. E ho preso l’impegno con il presidente della Federazione italiana rugby di lavorare anche con i giovani, le Nazionali under 20 e under 18 e i vari club», spiega. Nella scelta di guidare questa Nazionale ha influito anche il calore del tifo italiano. «Vedere le immagini dell’Olimpico pieno di tifosi che cantano l’inno del Paese e sostengono la squadra mi ha convinto ad accettare questa sfida».

Manuel Zuliani durante un allenamento

Manuel Zuliani durante un allenamento

Il suo debutto sulla panchina tricolore sarà contro l’Inghilterra, che si è classificata terza all’ultimo campionato del mondo. «Ha una difesa con un gioco strategico tra i migliori del mondo, è molto difficile trovare degli spazi per attaccare. Se vogliamo avere l’opportunità di vincere dobbiamo giocare per 80 minuti con la massima concentrazione, senza concedere nulla all’avversario. Non possiamo distrarci un attimo perché rischiamo di pagare cara ogni negligenza».

Tra i 15 giocatori che scenderanno in campo con la maglia azzurra ci sarà anche Manuel Zuliani, un ragazzo del 2000 che ha esordito in Nazionale a 22 anni, proprio nel torneo Sei Nazioni, a Parigi contro la Francia. «Quel giorno ero molto emozionato, il primo inno nazionale sentito sul campo, con la maglia azzurra, è un ricordo che resterà per sempre dentro di me». Manuel, alto un metro e 89 centimetri per 108 chilogrammi di peso, nella speciale classifica diffusa dallo United Rugby Championship è il quarto giocatore al mondo con il maggior impatto nella possibilità di far segnare punti alla propria squadra.

Quando iniziamo a parlare del Sei Nazioni durante una videochiamata, la sua emozione traspare anche attraverso il monitor. «È il secondo torneo internazionale più importante, dopo la Coppa del mondo, che riunisce le Nazionali più forti d’Europa. Di solito non c’è mai una squadra favorita per la vittoria finale e questo lo rende ancora più affascinante. Sportivamente parlando è un’esperienza unica, ti fa capire veramente cosa vuol dire giocare ad alto livello. Devi dare il meglio nella preparazione di ogni singolo dettaglio: mangiare e dormire bene, allenarti, andare in palestra. E farlo costantemente, giorno dopo giorno». Anche Manuel ha le idee chiare su come affrontare la prima partita del torneo. «L’Inghilterra è una delle Nazionali più forti al mondo. Arriveranno a Roma carichissimi e metteranno subito la quinta. Hanno cambiato allenatore prima del Mondiale, quindi il gruppo è già rodato. Starà a noi farci trovare pronti». Prima di salutarci ci tiene a dare un messaggio a chi di solito non segue il rugby per invogliarlo a guardare dal vivo o in televisione questo torneo. «Siamo una Nazionale giovane, in crescita e con tanti talenti. E poi il rugby è uno sport che trasmette valori, come la disciplina e l’educazione, da applicare anche alla vita quotidiana».

Articolo tratto da La Freccia gennaio 2024