È diventata la regina delle città durante il lockdown. Nella fase 2, al suo fianco, sono tornate le auto, ma non ha alcuna intenzione di cedere lo scettro. La bicicletta, un po’ arrugginita e sottratta alla polvere delle cantine, ora si aggira nel regno della mobilità pedalando a gran ritmo.

 

Oggi tutto il pianeta la celebra con la Giornata mondiale della bicicletta. Le Nazioni Unite hanno voluto istituire una giornata in suo onore perché costituisce un mezzo di trasporto economico, sicuro, ecologico. In alcuni Paesi rappresenta uno strumento per accedere all’istruzione, all’assistenza sanitaria e allo sport. Se l’Onu ha riconosciuto nelle due ruote un veicolo di sostenibilità sociale e ambientale, l’Oms ha valutato in 110 miliardi di euro il risparmio in spese sanitarie dovuto all’incremento dell’uso della bici in Europa.

 

L’emergenza Covid 19 ha dato alla bici una forte spinta, spronando significativamente la mobilità sostenibile. In piena crisi a Berlino sono state realizzate decine di piste ciclabili pop up; Parigi ha preparato un piano da 300 milioni di euro (finanziato dalla Regione Île-de-France) che prevede la realizzazione di circa 650 km di piste; a Barcellona la sindaca Ada Colau ha annunciato 21 km di strade dedicate ai ciclisti. A Milano è stato lanciato il progetto “Strade aperte” che prevede nuovi percorsi ciclabili, l’aumento di strade percorribili a velocità moderate, l’ampliamento dei percorsi pedonali e l’estensione dei marciapiedi.

 

Mentre le città vengono rimodellate per accogliere bici, monopattini e altri mezzi di micromobilità, il mercato delle due ruote compie la volata. «Ci sono file davanti ai rivenditori di biciclette come davanti ai supermercati», ha detto a fine maggio il ministro dell’Ambiente Sergio Costa. Il bonus bici previsto dal decreto Rilancio, infatti, prevede un contributo del 60%, fino a un massimo di 500 euro, per l’acquisto di biciclette e altri veicoli per la mobilità personale a propulsione elettrica. L’incentivo, insomma, fa gola a tanti ma al biciboom contribuiscono anche i limiti e le misure di contingentamento previste dal trasporto pubblico.

 

Secondo Legambiente la bicicletta non solo garantisce un naturale distanziamento fisico, ma è anche il mezzo ideale per il turismo di prossimità. Nel suo “Rapporto sul Cicloturismo in Italia” realizzato insieme a Isnart-Unioncamere, emerge che nel 2019 sono stati stimati 20,5 milioni di pernottamenti di cicloturisti italiani, mentre le previsioni per la fine del 2020 prospettano 25,9 milioni di presenze segnando +26%.

Anche il Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane promuove l’uso delle due ruote e lavora per l’integrazione tra bici e treno. Grazie all’accordo con Decathlon, Trenitalia offre ai suo clienti (soci CartaFRECCIA titolari di fidelity card Decathlon, abbonati dei servizi regionali o Intercity), che acquistano una nuova bicicletta pieghevole, due anni di assicurazione  e un braccialetto catarifrangente per pedalare in sicurezza. I tesserati FIAB (Federazione italiana amici della bici) possono viaggiare sui treni regionali in gruppo e con bici al seguito con un’offerta a loro dedicata. Sul fronte del bikesharing, gli abbonati regionali e i soci CartaFRECCIA possono usufruire di sconti per il servizio Bicincittà presente in oltre 100 centri urbani. Infine Toscana e Veneto sostengono il matrimonio treno+bici riconoscendo agli abbonati regionali Trenitalia un bonus di 150 euro per comprare una bici pieghevole.

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