La satira ci piace, anche quando ne siamo oggetto. Ne apprezziamo le tecniche, iperboli e paradossi inclusi. È addirittura utile, se muove da informazioni e dati veritieri, rintracciabili con poca fatica anche da un “incompetente”. Quando non lo fa, diventa esercizio di stile tanto facile e divertente quanto, però, sterile.

 

Come accade, ad esempio, quando una rubrica settimanale parlando delle Frecce AV tra Bologna e Milano sostiene che i tempi di viaggio siano aumentati di oltre 15 minuti dall’inaugurazione della linea ad oggi. È non è vero, sono addirittura diminuiti.

 

Quando dà per scomparso l’orario cadenzato, con partenze agli stessi minuti di ogni ora. È non è vero, neppure in questi maledetti tempi di Covid-19.

 

Quando dice che RFI altro non è che Trenitalia sotto mentite spoglie. È non è vero. Perché, come prevedono le norme europee e come accade in Germania e in Francia, le due società appartengono sì allo stesso Gruppo ma sono ben separate e distinte, con un’Autorithy che vigila sulla terzietà della prima.

 

Quando con iperbolica iperbole sostiene che serva “un giorno di ferie” per digitare un PIN e ottenere così il bonus per ritardi superiori ai 30 minuti, iniziativa autonoma di Trenitalia non imposta da nessuna normativa comunitaria.

 

Quando definisce “gabola tecnicistica” l’adozione di sistemi automatici e certificati di rilevazione degli orari di arrivo dei treni.

 

Potremmo continuare elencando altre approssimazioni e imprecisioni, tanto funzionali a suscitare ilarità quanto poco utili a informare. Già, ma se uno si dichiara incompetente…