Nel cuore della Vallagarina, adagiata lungo le principali vie di collegamento fra Verona e Trento, Rovereto già da molti anni è riconosciuta come un importante polo culturale anche grazie al MART, il museo di arte moderna e contemporanea.
Nato nel 1987 su progetto dell’archistar Mario Botta, è presente a Rovereto con la sede principale e la Casa d’Arte Futurista Depero e a Trento con la Galleria Civica.
Il MART offre ben 5mila metri quadri espositivi e realizza spesso mostre in collaborazione con alcune fra le istituzioni più importanti al mondo.

Fino al 14 febbraio 2021, il museo roveretano ospiterà Il seppellimento di Santa Lucia, la prima opera siciliana di Michelangelo Merisi, in arte Caravaggio

La scena è ambientata nelle buie latomie siracusane: la maggior parte del quadro è occupata dalle volte del sotterraneo, mentre il corpo della Santa è attorniato da personaggi che ne piangono la morte. In primo piano si stagliano le figure di due becchini intenti a scavare la fossa. La luce gioca un ruolo principale, contribuendo ad aumentare la drammaticità del momento. 

Quella fortemente voluta e ideata da Vittorio Sgarbi, in qualità di presidente del MART, è un’esperienza artistica che valica i confini del tempo. Il percorso espositivo, infatti, mette in relazione il linguaggio pittorico di Caravaggio con le opere dell’artista Alberto Burri e le foto dell’intellettuale Pier Paolo Pasolini. In particolare, in un video introduttivo alla mostra, Sgarbi elenca le analogie fra il pittore e Pasolini: non solo le vite travagliate ma soprattutto il voler nobilitare gli “ultimi”, i Ragazzi di vita per Pasolini e la gente del popolo usata come modello per Caravaggio. 

Quella trentina sarà l’ultima uscita pubblica del dipinto, proveniente dalla chiesa siracusana di Santa Lucia alla Badia, ma destinato a essere conservato nella basilica di Santa Lucia al Sepolcro, dove, secondo la tradizione, avvenne il martirio. Il Seppellimento sarà esposto al MART fino al 4 dicembre, poi farà ritorno a Siracusa per i festeggiamenti della Patrona del 13 dicembre. A Rovereto, la mostra proseguirà con una fedelissima replica realizzata con tecnologie rivoluzionarie.

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