Alba Donati è una poetessa contemporanea e presidente dello storico Gabinetto Vieusseux, uno dei centri scientifico- letterari più importanti d’Europa. Da sempre lavora e vive insieme ai libri: se li porta in borsa, li scrive, li annusa, abita con loro. Di recente ha lasciato la città per trasferirsi, biblioteca al seguito, a Lucignana (LU), un paesino di pietra antica, dove è cresciuta da bambina, su un piccolo poggio arrampicato tra i monti della Garfagnana. E lì, in un cottage di legno di cinque metri quadrati, nel dicembre 2019 ha aperto una libreria speciale, che è entrata nella classifica delle 20 più affascinanti del Vecchio Continente.

 

Come è iniziato tutto?

Per tanti e diversi motivi. Innanzitutto, ero stanca di viaggiare, e il mio lavoro nell’editoria presupponeva molti spostamenti. Poi, mi piaceva sempre di più il poggio dove mia madre pianta va qualche sparuta insalata. Infine, mi sono innamorata di Hay-on-Wye, paesino del Galles che ha più librerie che abitanti e un festival letterario eccezionale. Con questi presupposti, quando una notte mi è comparsa su Facebook la parola crowdfunding, ho avuto l’illuminazione: aprire una libreria in un piccolo borgo della Lucchesina. Così ho lanciato la campagna di raccolta fondi online, per un budget di settemila euro. È stato un successo da subito e anche il nome, Sopra La Penna, è stata una scelta collettiva.

 

Hai creato un luogo di cultura concentrata, capace di far rinascere un borgo destinato allo spopolamento. Come hanno reagito i suoi abitanti?

All’inizio non ci credeva nessuno ma, nonostante questo, si è creato subito un gruppo di amiche e amici solidali. Poi ci ha seguiti il resto del paese. Bambini compresi, anzi loro sono i più orgogliosi. Sullo spopolamento non so se ho meriti.

Lucignana non è stata abbandonata del tutto, anzi: ci sono coppie giovani e i bambini nascono che è una bellezza. E questa è la sua reale forza. Progetti per quest’estate, sperando di essere aperti?

Abbiamo un giardino che con il distanziamento può accogliere fino a 30 persone, un po’ poco per fare eventi. Ma restaureremo una vecchia casa adiacente al piccolo cottage-libreria e tra sferiremo lì la libreria con caffetteria. Poi speriamo che almeno nel 2022 si possa fare una programmazione culturale come si deve.

 

Cosa si trova sugli scaffali?

Narrativa, poesia, biografie, libri per ragazzi, molti volumi green su piante, ver dure e fiori, e tanti di viaggio. Ma anche tè e marmellate letterarie, i quaderni e le agende di Elinor Marianne, la boutique online di creazione in carta. Insomma, soprattutto libri e cose che parlano di libri. La selezione è mia. Arbitraria, ma vedo che tutti sono felici di trovare tanti titoli in una stanza senza dover girare tre piani per trovarne uno. E poi ho diviso le scrittrici dagli scrittori. Credo che dopo secoli di silenzio, oggi meritino lo scaffale migliore.

 

Durante il lockdown la percentuale dei lettori è cresciuta in maniera esponenziale. Ma generalmente siamo ancora un popolo che legge poco. Come si educa alla lettura? Domanda a cui è difficile rispondere. La lettura non va imposta, delle parole ci si innamora. I mediatori sono fondamentali: maestri e professori animati dalla passione possono fare miracoli. 

Il tuo libro, quello letto e riletto?

La storia di Elsa Morante. Incontrato a 14 anni e poi ripreso altre due volte. Ogni volta piango.

 

Il ruolo della poesia in questo tempo e in questa società?

Niente. Il suo ruolo è niente. E quando si parte da zero si fanno sogni grandiosi. Il cinismo è il suo nemico. Il silenzio, la capacità di ascoltare sono la strada. Dopo 40 anni a Firenze, io sono tornata a stare nel paesello. Qui trovo un’autenticità che avevo smarrito, forse questo è il ruolo della poesia. Sconfiggere l’inautentico, il contraffatto, il falso.

 

La poetessa e attivista Usa Amanda Gorman ha fatto parlare molto di sé durante l’insediamento di Joe Biden. In Italia c’è un’emergente come lei?

Per adesso non la vedo. Ce ne sono di brave ma manca il set. Manca una Elly Schlein (la vicepresidente della Regione Emilia-Romagna, ndr) della poesia. L’Italia letteraria ha paura delle azioni, da sempre. Manca quella visione da beat generation. Teatri, cinema, festival sono fermi da un anno.

 

Il mondo della cultura è spacciato o potrà rifiorire?

Rifiorire sempre, altrimenti… rivoluzione.

 

Che donna sei?

Non ne ho la più pallida idea. Anzi, siete pregati di dirmelo voi che leggete, scrivetemi su Facebook, vi prego.

 

Parole per viaggiare?

Ho sempre in tasca qualche poesia di Wislawa Szymborska, come Vista con granello di sabbia, o di Vivian Lamarque, tipo Il signore d’oro, appena ripubblicato da Crocetti. 

 

 Il 21 marzo è la giornata della poesia. Ci leggi (scrivi) la tua preferita o quella da dedicare al qui e ora?

E’ una mia poesia inedita, un piccolo dono per La Freccia e FS News:

 

Cose che non aveva Ottobre

Non aveva la tua gioia silvestre.

Non aveva l’iridescenza degli occhi.

Non aveva il neo vicino

al ricciolo delle tue labbra.

Non sapeva che i bronci potessero

nascere da un ricciolo ombroso

e conquistare il mondo.

No, non lo sapeva.

Ottobre aveva attraversato i millenni

senza avvertire la tua assenza.

Solo come un piccolo disagio sopito.

Adesso splendi, con il tuo cagnolino,

lo zaino con i libri, la gioia silvestre

e gli occhi iridescenti. Ottobre è qui.

(Alba Donati)