Il mare, l’aurora, i trabocchi lungo la costa abruzzese. La copertina della Freccia di luglio riformula l’invito del mese scorso: (R)estate in Italia. Lo fa con un numero pieno di colori, profumi, suggestioni e ispirazioni di viaggi estivi, che la nostra terra ci regala a piene mani e noi offriamo alla vostra curiosità, ancora una volta in versione digitale, nell’attesa di riproporci anche nel tradizionale formato cartaceo. 

Con l’arrivo di luglio l’estate prende vigore, ci avvolge e coinvolge. Vorremmo gettar via tutta la pesantezza degli ultimi mesi, e con essa mascherine, guanti, disinfettanti. Pensiamo di averne diritto, ma di quella pesantezza dobbiamo serbarne memoria per non abbassare la guardia e, con essa, le difese rappresentate dal rispetto di alcune regole di buona e sana convivenza. Sui treni e nelle stazioni come nei bar, nei locali pubblici, nei ristoranti, ovunque vorremo regalarci qualche momento di guardinga spensieratezza. È vero, ho usato un ossimoro. Ma soltanto in apparenza, se ci pensate bene. La spensieratezza assoluta – in ogni momento della nostra esistenza – è quella che inibisce ogni freno per sfociare in azzardo immotivato, preludio del suo esatto contrario. 

Non mettiamo quindi a repentaglio, foss’anche per superficialità o sottovalutazione del rischio, la nostra e l’altrui incolumità e salute. Divertiamoci, incontriamo persone, muoviamoci, riscopriamo i tesori di questa meravigliosa Italia, ma con giudizio e attenzione. Sui nostri treni e nelle stazioni tutti i ferrovieri sono impegnati a farvi viaggiare in serenità e sicurezza, adottando tutte le misure previste dai protocolli definiti, di volta in volta, dalle autorità sanitarie. È il nostro lavoro. Muovere il Paese, soddisfare il bisogno di mobilità delle persone, stimolare il turismo, l’economia, la socialità, gli scambi commerciali e culturali, con infrastrutture efficienti e servizi efficaci, sicuri e sostenibili. Uno dei nostri principali obiettivi strategici. Sì, sostenibili. Un aggettivo tanto inflazionato quanto ancora poco compreso nel suo profondo significato. Perché non c’è futuro se non ci convinciamo che niente è dato per sempre e che domani non è un altro giorno, ma è figlio dell’oggi.

 

Il Covid-19 passerà, speriamo prima di quanto si supponga, ma la Terra che abitiamo continuerà a restare qui e a chiederci, con più forza di prima, tutte le attenzioni che dovremmo tributarle. Perché sarà pure un “oscuro granel di sabbia” nell’universo, sarà stata e sarà ancora una “dura nutrice”, ma è l’unica che abbiamo. E mentre lei non ha bisogno di noi per esistere, noi di lei sì. Tant’è che, e torno a quel mite invito a essere leali alleati del nostro prossimo nel rispettare le regole di una civile convivenza, dovremo fare anche d’estate, tutti noi, un refrigerante bagno di modestia, altruismo e temperanza. 

Quando ci lamentiamo dei fastidi, delle limitazioni, degli inconvenienti e finanche delle malattie che ci opprimono, ricordiamo i lapidari versi di un poeta del ’900: «A uno a uno/ogni nostra tragedia/xè una farsa». Perché c’è chi avrebbe più diritto di noi a lamentarsi e non lo fa. Tira fuori tutte le energie compresse, le potenzialità e i talenti nascosti e ci dimostra che la vita merita sempre di essere vissuta. Nelle prossime pagine troverete anche un nostro tributo al Maestro Ezio Bosso. Lo avremmo potuto ospitare in copertina, questo mese, se tante cose fossero andate diversamente. Resta un esempio, per tutti noi. Come lo sono Alex Zanardi e tante altre persone, meno note, che hanno deciso di non piangersi addosso, di combattere e di insegnarci che si può fare. Si può, senza essere eroi.