Foto di Clara Neri

«Meriggiare pallido e assorto/presso un rovente muro d’orto». Riecheggia, nella mia testa, questo noto incipit montaliano e mi evoca remoti pomeriggi agostani. «Andando nel sole che abbaglia», continuano quei versi, guardiamo verso un futuro che è, di sua natura, come la vita, pieno di incognite: rischi e opportunità. Per dirla con Montale, un «seguitare una muraglia/che ha in cima cocci aguzzi di bottiglia». 

Nel giro di pochi mesi la vita di tutti noi ha dovuto fare i conti con quei cocci aguzzi diventati, da metaforici dissuasori di fughe esistenziali, un monito per sottrarci da altri concreti pericoli. Il timore del contagio da Covid-19 non deve ancora abbandonarci, per l’unico motivo che abbassare la guardia ora potrebbe farci ripiombare in un’emergenza che ci auguriamo tutti resti soltanto un doloroso, quanto indimenticabile, ricordo. Come abbiamo detto a luglio, FS Italiane la guardia non l’ha mai abbassata e non lo farà certo ora, anzi. 

Agosto è questo: libertà, voglia di mettersi in gioco, amore, movimento, sole. Lo strillo di copertina, e il gioco di parole che abbiamo scelto, intendono stimolare tutto questo. Così come gli articoli che leggerete sfogliando, ancora una volta virtualmente, La Freccia. A settembre ci riproponiamo di tornare (anche) sulla carta, seppure con una tiratura più contenuta del solito. 

Ma vediamo quello che ci riservano le settimane a venire. Intanto, da un’indagine promossa da Isnart-Unioncamere e pubblicata a metà luglio, emergerebbe che quasi un italiano su due quest’estate non andrà in vacanza. Il 75% di chi le farà sceglie il mare. Trenitalia di treni per il mare ne ha messi tanti, persino un Frecciarossa che corre tra Liguria e Maremma. Ma, si legge nella ricerca, anche gli spostamenti saranno brevi. Tanto turismo di prossimità. Le gite di un giorno, quelle che una volta per molti erano la regola, negli anni del boom economico. E così, di ricordo in ricordo, penso alle estati di fine anni ‘60 quando, da ragazzino, pantaloni corti, il sabato o la domenica salivo con i miei in treno per raggiungere Castiglioncello. Pochi soldi, tanta voglia di mare e sole. Mi accompagnavano le note di Azzurro, le parole di Paolo Conte, la voce di Adriano Celentano. Possiamo farlo ancora. «E allora, io quasi quasi prendo il treno e vengo, vengo da te».