In apertura, foto d’archivio Movements to Stravinsky performed by Wiener Staatsballett
© Wiener Staatsballett - Ashley Taylor
Nuovo spettacolo, nuovo inizio: per la prima volta anche il Balletto del Teatro alla Scala di Milano rincontra il suo pubblico dopo questi lunghi e complessi mesi di lontananza. Per l’occasione tre serate, con un programma che vede quattro grandi direttori artistici che firmano le coreografie sulla musica dei più grandi compositori mondiali. Per la prima volta in cartellone András Lukács e Jiří Bubeníček, accanto al ritorno di un celebre balletto di Alexei Ratmansky e una nuova, ampliata versione del balletto creato da Manuel Legris per l’evento … a riveder le stelle, mentre è il Maestro Kevin Rhodes a dirigere l’Orchestra della Scala durante le tre serate.
Verdi Suite repertorio, interpreti Martina Arduino Claudio Coviello Virna Toppi
© Brescia e Amisano Teatro alla Scala
Si inizia con Verdi Suite coreografata da Manuel Legris. Venne concepita appositamente per l’evento …a riveder le stelle lo scorso 7 dicembre, come divertissement in omaggio alla danza e alla musica italiana, e alla tecnica degli artisti scaligeri. La coreografia ha preso vita su alcuni passaggi dalle musiche che Giuseppe Verdi scrisse per le danze nelle sue opere I vespri siciliani, Jérusalem e la versione francese di Il trovatore, scelti per creare un tessuto musicale ricco di brio ed energia. A questi Legris ha deciso di aggiungere estratti dal Ballo della Regina (La Peregrina) e del Don Carlos.
Subito dopo András Lukács con il suoi Movements to Stravinsky realizzato per i suoi colleghi danzatori del Wiener Stattsballett su una scelta di brani da Pulcinella Suite, Les Cinq Doigts, Apollon Musagète, Suite Italienne, balletti e composizioni orchestrali che, come commenta l’autore, si completano armoniosamente a vicenda.
Concerto DSCH repertorio
© Brescia e Amisano Teatro alla Scala
Per la prima volta arriva alla Scala la danza d’autore di Jiří Bubeníček, coreografo richiestissimo di grande qualità linguistica e stilistica e tra i più acclamati interpreti delle ultime generazioni. In scena Canon in D Major, uno dei momenti più intensi del balletto: Le souffle de l’esprit, celeberrimo trio maschile che si sviluppa sul Canone in re maggiore di Johann Pachelbel, protagonista dei gala in tutto il mondo ma mai presentato sul palcoscenico scaligero.
Chiude la serata la firma di Alexei Ratmansky con Concerto DSCH, sul Concerto No. 2 in fa maggiore Op. 102 di Šostakovič, ovvero D.SCH, come il compositore usava abbreviare. Šostakovič scrisse questa musica per il diciannovesimo compleanno del figlio Maxim, ed è una composizione piena di gioia e speranza ispirata alla fine dell’epoca staliniana. L’essenza della musica viene catturata nella vivace coreografia di Ratmansky, creata nel 2008 per il New York City Ballet. Nel lirismo della coppia principale, nel virtuoso trio di due uomini e una donna, in un delicato intermezzo romantico.
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