L’anno funesto segnato dalla pandemia si sta concludendo tra il bisogno di guardare avanti e la volontà di puntare sulla ripartenza. Proprio oggi l’Istat ci fornisce una fotografia su quanto il Covid 19 sia stato determinante nel profondo shock che ha investito i flussi turistici di tutta Europa per un settore, quello dei viaggi nel tempo libero, tra i più colpiti da un’emergenza sanitaria che non ha risparmiato nessuno e ha contribuito a modificare abitudini e stili ritenuti immutabili, o perlomeno acquisiti.

 

Così non è stato: dopo anni di crescita costante, la filiera turistica ha dovuto fare i conti con un nemico invisibile, artefice di continui stop and go che hanno condizionato il desiderio di reagire, segnando una fase così particolare del nostro vivere collettivo che sarà ricordata dai manuali di storia.

 

Il tentativo di ripartenza estivo ha visto partecipe  anche il Gruppo FS, che nel periodo tra giugno e agosto ha reso possibili gli spostamenti di circa 24 milioni di persone con le Frecce, gli Intercity e i servizi Regionali di Trenitalia, utilizzati per raggiungere le principali località di mare e montagna del Paese. Tutto ciò nonostante le limitazioni dettate da una situazione emergenziale, in un’estate che, anche per necessità, ha visto lo sviluppo di un turismo nazionale e di prossimità con molti italiani alla scoperta, o alla riscoperta, degli angoli più caratteristici della Penisola. 

I nuovi collegamenti attivati di pari passo nel continuo confronto con le Autorità e in coerenza con le disposizioni vigenti in materia di sicurezza sanitaria, tra cui il contingentamento dei posti a bordo treno, hanno riscontrato il gradimento dei viaggiatori, confermato da un’offerta ferroviaria che per le partenze e i rientri dalle ferie,  da inizio agosto a metà settembre, ha registrato un potenziamento graduale rispetto all'offerta originaria, con 66 corse in più delle Frecce e l'esordio, anzi il ritorno, di un treno storico, il Torino Reggio Calabria in Frecciarossa, senza cambi. Una delle rotte di maggior successo nell'estate 2020.

 

L’intera costa Adriatica, in particolare la Puglia, e le tante località che affacciano sul Mar Tirreno fra Toscana, Lazio, Campania e Calabria si sono dimostrate le mete più apprezzate con le nuove fermate dei treni regionali e a lunga percorrenza, insieme a località medio-piccole e borghi che hanno spodestato le classiche città d'arte.

Viaggiare nella sicurezza di passeggeri e dipendenti è diventato sin dal primo momento dell’emergenza il principale obiettivo di Ferrovie dello Stato, che insieme a Trenitalia e alle altre società del Gruppo FS si è dimostrato in quest’ambito un benchmark europeo nel tutelare la salute delle persone. Al tempo stesso questo 2020 ha dimostrato come la necessità di ripensare a un modello di sviluppo e di mobilità differenti rispetto al periodo pre-covid sia diventata un elemento imprescindibile, anche quando l’emergenza sarà terminata.