Per salvare la vita di un essere umano sono necessarie rapidità e sicurezza, così venerdì 13 è stato il Frecciarossa in viaggio da Firenze a Roma a rendersi protagonista di una staffetta per portare un medicinale a un bambino di 10 anni, affetto da cistinuria, una malattia rara che se non viene curata può essere letale.

 

La tiopronina, il farmaco salvavita, non si individua facilmente, è tra quelli che vengono denominati “orfani”, perché produrli non conviene alle aziende farmaceutiche. A realizzarlo ci pensano i responsabili dello Stabilimento Chimico Farmaceutico Militare di Firenze. Ed è a loro che venerdì mattina, alle 8, si era rivolta la madre del ragazzino, disperata perché da due giorni non aveva più pillole.

 

Farmaco in treno

Il luogotenente dello Stabilimento, Camillo Borzacchiello, ha deciso di affidarsi a un treno ad alta velocità per consegnare la tiopronina nella Capitale in pochissimo tempo. «Le compresse erano state già prodotte – racconta Borzacchiello all’Ansa –  ed erano in attesa di invio, allora mi sono guardato intorno: se avessi inviato il farmaco con un corriere, prima di lunedì non sarebbe arrivato».

 

Il contributo della Polfer

«Ho consegnato fisicamente la tiopronina –  spiega Borzacchiello – al dipartimento della stazione di Santa Maria Novella, che ha organizzato la staffetta per Roma Termini: là, al box della Polfer, il marito della signora ha recuperato il farmaco per il bimbo, che sarà operato fra un mese. È un servizio utilissimo, coi treni veloci possiamo far arrivare queste medicine rapidamente in tutta Italia».