Sono 62 i miliardi di investimenti che fanno capo al MIMS da utilizzare nei prossimi anni per infrastrutture e mobilità sostenibili, il 56% di questi destinati al Sud Italia. Serviranno anche a ridurre del 38% l’indicatore di disuguaglianza sociale che penalizza oggi il nostro meridione. E nell’investire queste risorse, in gran parte inserite nel PNRR, grande attenzione andrà alla massima condivisione dei progetti e alla conduzione degli interventi con i territori, con le comunità locali e con tutti gli stakeholder. Perché alla sostenibilità economica e ambientale si associ quella sociale della trasparenza, dell’inclusione, dell’accessibilità e della valorizzazione di luoghi e persone coinvolte.

Se ne è parlato oggi, lunedì 13 settembre, su Radio Radicale, nella trasmissione “Alta Sostenibilità” a cura di ASviS - Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile - che ha visto la partecipazione, tra gli altri, del ministro Enrico Giovannini, del presidente ANCE Gabriele Buia e dell’amministratrice delegata e direttrice generale di RFI (Gruppo FS) Vera Fiorani. Tema dominante: le infrastrutture e la mobilità ferroviaria come volano dello sviluppo ambientale, economico e sociale dell’Italia nel post pandemia, in linea con i temi legati all’Agenda 2030 dell’ONU. 

Infrastruttura ferroviaria

Il tema delle infrastrutture sostenibili è stato affrontato a partire dal consuntivo dei primi sette mesi di attività del Governo e del MIMS, che pongono le basi per le strategie da attuare nei prossimi dieci anni, e dell’Allegato Infrastrutture al Documento di economia e finanza (DEF) 2021. Protagonista il trasporto ferroviario e la sua comparazione con le altre modalità: laddove la mobilità, nel suo complesso, contribuisce per il 25% alle emissioni inquinanti in Europa, quella ferroviaria su quella fetta pesa soltanto lo 0,5%.

Ma l’AD di RFI ha tenuto a precisare come questo non basti, potendo fare ancora di più e meglio. La realizzazione delle grandi infrastrutture deve procedere di pari passo con il confronto tra tutti gli attori coinvolti nel processo attuativo, attraverso una metodologia di approccio partecipata che non può prescindere, appunto, dal coinvolgimento degli stakeholder. “Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) fotografa in maniera chiara l’impegno del Governo a finanziarie infrastrutture ferroviarie, quindi a potenziare la mobilità sostenibile, ma ritengo anche interessante evidenziare il come realizzeremo queste infrastrutture”, ha sottolineato Vera Fiorani.

Infrastruttura ferroviaria

“Oltre alla concentrazione di investimenti, affronteremo infatti uno stretto confronto con i territori che saranno attraversati dalle opere, proprio focalizzandoci sulla sostenibilità sociale di tali investimenti. Gli stakeholder e le collettività interessate - ha detto l’AD di RFI - avranno uno spazio di espressione sui numerosi progetti di grandissima dimensione che stiamo elaborando, e che a loro volta saranno sottoposti a un dibattito pubblico e a un confronto che il Governo ha fortemente voluto con i soggetti direttamente o indirettamente coinvolto dall’opera, quindi anche con chi, ad esempio, non sarà toccato direttamente dal tracciato”, ma sarà comunque interessato a sapere come quell’opera infrastrutturale potrà essere connessa con quel territorio.