«Muoversi a piedi tra la storia e la natura emiliana è il modo migliore per scoprire il territorio». Davanti agli occhi vette, colline, parchi naturali e laghi dell’Appennino, accompagnati dalla voce di Giorgio Trotter, guida volontaria della sezione bolognese del Club alpino italiano (Cai). Anche quest’anno, superando le difficoltà dovute alla pandemia, riparte la rassegna escursionistica Trekking col treno, promossa e coordinata da Destinazione turistica Bologna metropolitana e dal Cai.

 

Giunta alla 30esima edizione, propone fino al 5 dicembre 34 uscite nelle campagne pianeggianti vicino Bologna, spingendosi fino alle dolci colline imolesi punteggiate di vigneti. La formula, consolidata negli anni, promuove l’utilizzo del treno per raggiungere le stazioni ferroviarie da cui si parte per il trekking. I nuovi treni regionali Rock e Pop di Trenitalia Tper, la società che gestisce il trasporto ferroviario in Emilia-Romagna e che è partner dell’iniziativa, rappresentano infatti l’opzione migliore, confortevole, sicura e sostenibile, per arrivare nei luoghi delle escursioni, tutte prenotabili sul sito trekkingcoltreno.it nella settimana precedente la partenza.

 

«È un progetto molto seguito e apprezzato», spiega Giorgio, che da tanti anni accompagna gli escursionisti. «Prima dell’emergenza sanitaria, superavamo anche le 100 persone a gruppo. Ora per le normative sanitarie le prenotazioni sono limitate a 20 partecipanti per ogni uscita, pertanto credo che, aprendo le iscrizioni sul sito ogni lunedì per il weekend successivo, i posti finiranno in poche ore». Uno dei punti di forza dell’iniziativa è proprio la periodicità settimanale: «In alcuni mesi abbiamo escursioni sia il sabato sia la domenica. In più non sono complicate ma adatte a tutti, suddivise su tre livelli di difficoltà, la maggior parte facili o di media intensità». 

Cartelli in un sentiero

C’è posto anche per le famiglie, dunque: «Mi sono capitati due genitori con un bimbo di sei anni che si arrampicava benissimo sui sassi, ma se si vuole stare tranquilli consiglierei di portare i figli dai 12 anni in su», prosegue la guida del Cai. «Inoltre, rispettiamo molto la natura e non usciamo dai sentieri per tutelare il paesaggio. Cerchiamo sempre di costruire il percorso con attenzione, facendo un giro di prova prima dell’appuntamento in calendario e controllando se s’incontrano fontane per rifocillarsi o chiese e monumenti da visitare, di cui cerchiamo informazioni per poterli poi raccontare al pubblico durante l’escursione».

 

Entrando nel vivo del trekking, si parte sempre dal piazzale Ovest della stazione di Bologna Centrale, per poi spostarsi con il Regionale. Domenica 22 agosto, si arriva a Porretta Terme per esplorare il lago artificiale di Suviana. «Si è formato nel 1932 a seguito della costruzione di una diga sull’Appennino bolognese da parte di Ferrovie dello Stato. L’opera serviva per poter alimentare con queste acque una centrale idroelettrica capace di fornire energia alla Direttissima, la storica linea tra Bologna e Firenze. Oggi la centrale continua ad avere un impiego idroelettrico utile al territorio, infatti a Suviana troviamo due giganteschi tubi verdi che pompano l’acqua fino a Brasimone, risalendo i monti». 

Lago di Suviana (BO)

Lago di Suviana (BO)

Il 29 agosto e il 18 settembre, invece, alla bellezza naturale si unisce la visita a vigneti e cantine lungo il sentiero dei Gessaroli a Zola Pedrosa (BO). «Durante l’escursione a piedi si può scoprire la cosiddetta uva del Fantini, che ha una storia molto particolare», spiega Trotter. «Luigi Fantini era un ricercatore bolognese che nel 1965 scoprì un traliccio di vite sopravvissuto alla devastante fillossera che alla fine dell’800 compromise gran parte dei vigneti locali. Oltre a questa pianta secolare, nel basso appennino si possono ammirare anche i campi di ciliegie delle aziende agricole e le distese di lavanda di Monte Radicchio, dove sembra di essere in Provenza (quest'ultime nell'uscita dello scorso 18 luglio, ndr)».

 

Le escursioni vanno avanti fino a dicembre e si chiudono domenica 5 con il Trekking per Telethon, con visita all’Eremo di Ronzano, nel Bolognese. Zaini in spalla, dunque, ma non senza prima chiedere qual è l’abbigliamento più adatto. «Sicuramente un paio di scarpe da trekking e uno zainetto con una fascia intorno alla vita che aiuti a scaricare il peso per non affaticare troppo le spalle. Poi un abbigliamento a cipolla, perché man mano che si sale si può sentire caldo, e una mantellina utile in caso di pioggia. Infine, i bastoncini per chi è abituato a usarli e una buona riserva d’acqua».

 

Ma l’Appennino bolognese si può scoprire anche su due ruote, fino al 15 settembre, con il Green Tour dell’Alta Valle del Reno, pensato per gli amanti delle bici elettriche. Partendo dalla stazione ferroviaria di Bologna, in poco più di un’ora di treno si raggiunge Porretta Terme, dove si incontra la guida e si prendono le e-bike. Il percorso, della durata di cinque ore compresa la sosta per il pranzo e quelle ai rifugi, comprende il Monte Cavallo, il Santuario della Madonna del Faggio, dove si narra che intorno al 1600 apparì l'immagine della Vergine, e il borgo di Tresana, per poi fare ritorno nella città termale e riprendere il treno per il capoluogo emiliano.

 

Grazie all’accordo fra Trenitalia Tper e Green Point Km0, gestore del progetto, chi effettua in treno il tragitto Bologna-Porretta Terme ottiene uno sconto sul prezzo del Green Tour pari al costo del biglietto ferroviario di andata e ritorno. L’obiettivo è coniugare in un’unica soluzione sostenibilità, sport all’aria aperta e valorizzazione della filiera agroalimentare a chilometro zero, con eventi che prevedono il contatto diretto con i produttori locali. Un modo per esplorare in modo ecologico un territorio naturalistico, storico e artistico di grande bellezza, non ancora invaso dal turismo di massa, che comprende il Molino di Granaglione con la sua piccola sorgente termale, il Parco didattico sperimentale del castagno per scoprire la castanicoltura, tipica della storia emiliana, il Monte Piella dove ammirare il suggestivo panorama dell’Alta Valle del Reno.     

Articolo tratto da La Freccia

In Emilia-Romagna con Trenitalia TPER

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