In un periodo claustrofobico di paura, incertezza e sconforto, c’è stato spazio anche per solidarietà, ingegno, creatività. Il Covid ha messo in ginocchio le imprese, ha congelato sogni e progetti, arrivando spesso a distruggerli.

 

Ma è stata anche una prova di adattamento  in cui sono emersi piccoli e grandi esempi di resilienza. Ne ha raccolti centinaia “Oltre il Covid. 365 idee per superare la crisi” [Erga Edizioni, pp. 146, € 9.90], il libro della giornalista Paola Scarsi, frutto di una meticolosa ricerca in rete effettuata nell’estate del 2020. Ne esce fuori un’Italia che fronteggia le difficoltà e nella quale l’arte di cavarsela assume le forme più disparate.

I più grandi alleati della resistenza sono stati tecnologia e web. Si è compiuto un grande sforzo per digitalizzare processi e servizi: dal live stream shopping in cui si entra a contatto con l’addetto alle vendite che descrive i capi e dà consigli, alla bancarella di vestiti al mercato di Bari che diventa un e-commerce. Dagli hair stylist che fanno videochiamate e tutorial per assistere i clienti durante il taglio fai-da-te, agli chef che realizzano videoricette per la quarantena, fino ai personal trainer con cui allenarsi in videocall. Perfino i parroci si sono riscoperti hi-tech e hanno celebrato messa in diretta streaming.

 

Le esigenze di sicurezza sanitaria, le disposizioni restrittive e le chiusure forzate hanno orientato e modellato il business: durante il lockdown decine di ristoranti, locali, negozi e hotel sparsi in tutto il Paese hanno istituito bond speciali per acquistare pranzi, cene, aperitivi, prodotti e soggiorni a un prezzo inferiore rispetto al valore, di cui poter usufruire al momento della riapertura. Fattorie, agriturismi e aziende agricole hanno dato in adozione animali, orti, alberi e piante, offrendo in cambio del contributo uova, latte, formaggi, frutta e verdura.

 

Molti imprenditori hanno lavorato sul packaging dei loro prodotti studiando formati piccoli e confezioni monodose da consumare singolarmente, creando cocktail sottovuoto da asporto e menù usa e getta (perfino un eating menù da mangiare una volta consultato, stampato su carta di riso da un ristorante di Pordenone). 

Il delivery, prima della pandemia appannaggio delle realtà più grandi, ha conosciuto un’espansione mai vista prima: dall’apecar-bar torinese che ha iniziato a portare a domicilio cappuccino e brioche fino all’app Comuni a domicilio che mette in contatto imprese e privati della città e permette di ricevere cibo, farmaci, fiori e piante, giocattoli, materiale per l’infanzia dagli esercenti di zona.

 

Anche la cultura ha sperimentato nuove forme di fruizione: mostre, concerti, spettacoli e presentazioni letterarie si sono svolte online; a Roma sono state proiettate alcune scene di capolavori cinematografici sulle facciate dei palazzi; il teatro e il cinema sono diventati itineranti e on the road, show e reading si sono trasferiti nei cortili e nelle terrazze condominiali.

Il libro riporta, poi, innumerevoli esempi di solidarietà per sostenere il personale sanitario e le strutture ospedaliere, nonché casi riconversione industriale, come una distilleria campana che ha creato un gel igienizzante con olio essenziale di bucce di limone o l’Ocean Reef di Genova che ha trasformato le proprie maschere da snorkeling in respiratori.

 

“Oltre il Covid: 365 idee per superare la crisi” vuole essere una raccolta di testimonianze positive, un carosello di messaggi di speranza. E non termina con l’ultimo capitolo: verranno aperti un sito e una pagina Facebook in cui continueranno le segnalazioni di imprese e iniziative. Per dare coraggio, infondere fiducia e ispirare altre idee virtuose. Le storie del libro, infatti, non sono 365 bensì 364. Perché l’ultima può appartenere a chiunque voglia dargli vita.