Caliamo il sipario su un annus horribilis, dalla sceneggiatura tanto incredibile– benché qualcuno l’avesse abbozzata in preveggenti fiction letterarie– quanto ardua da scordare. Del resto uno dei pochi lasciti positivi da trarre dalla pandemia è l’evitarne ogni rimozione. Ed è proprio nel segno della memoria che La Freccia chiude il 2020, così come lo aveva aperto, a gennaio, rammentando i tanti anniversari tondi da celebrare.

Eventi storici come i 150 anni della breccia di Porta Pia, la morte e la nascita di italiani illustri come Raffaello e Modigliani o, venendo ai giorni nostri, di Federico Fellini, Alberto Sordi, Gianni Rodari, Arturo Benedetti Michelangeli. Il Covid-19 ha stravolto tutto, anche i formati e la durata di mostre, commemorazioni e cerimonie.
E obbligherà anche il Gruppo FS a fare altrettanto nel ricordare i 70 anni del completamento della stazione di Roma Termini, inaugurata il 20 dicembre 1950 dall’allora presidente della Repubblica Luigi Einaudi e alla quale dedichiamo, appunto, la copertina di dicembre.

Il ricordo è un dono inestimabile se aiuta a guardare avanti con lucidità e lungimiranza, e non si riduce a sterili rievocazioni. Il principale scalo romano si appresta ad apparecchiarvi il futuro, con la connessione 5G, una vasta piastra parcheggio sovrastante i binari e altri innovativi servizi per chi frequenterà la Termini del XXI secolo, hub di mobilità e centro di aggregazione polivalente nel cuore della Capitale.

Ecco, le Ferrovie dello Stato sono abituate a progettare e a non fermarsi mai, a rendere sempre più forte e proficuo il loro sodalizio con il Paese e con le sue migliori forze produttive. Un sodalizio che il Gruppo FS innerva con i suoi binari e, oggi, anche con le sue strade, facendo della mobilità, della salvaguardia del territorio, dello sviluppo sostenibile e sicuro delle infrastrutture, della creazione di valore da condividere una serie di beni preziosi e vitali per la collettività. In questi mesi abbiamo garantito il diritto a muoversi congiunto con quello primario alla salute. 

I nostri treni, pullman e autobus hanno fatto viaggiare medici e volontari, lavoratori e studenti. Nelle settimane del lockdown sono stati milioni le tonnellate di merci e prodotti di essenziale utilità che abbiamo trasportato, contribuendo a tenere attiva la catena logistica ea riempire gli scaffali di supermercati, farmacie, parafarmacie, negozi. Il viaggio di FS, e anche quello de La Freccia, non si sono mai arrestati. Siamo usciti sempre, in digitale o sulla carta, per farvi viaggiare, con noi, guardando con fiducia al futuro. Perché viaggiare – con i nostri treni o con la lettura, la musica, l’arte – è semplicemente conoscere e vivere.

Questo mese sono con noi tanti scrittori, artisti, attori e personaggi pubblici che ospitiamo e ascoltiamo per proseguire il nostro viaggio verso il futuro. Senza scordare quel che eravamo, e quel che potremmo essere.

Articolo tratto da La Freccia