Il Gruppo FS Italiane tra le imprese di eccellenza per creare driver di sviluppo tecnologici al Sud e dare vita ad un nuovo paradigma di sviluppo sostenibile che, partendo dal meridione, diventi un valore per il Paese intero.

Per questo il Gruppo FS, con la presidente di RFI, Claudia Cattani, ha partecipato all’incontro del 16 dicembre, organizzato da Aisec (Associazione Italiana per lo Sviluppo dell’Economia Circolare) e Cnel, sul Tecnopolo del Mediterraneo, un centro di eccellenza che sarà realizzato nella città di Taranto e che, a due anni dalla progettazione, ha visto crescere la sua importanza nel dibattito sulle misure efficaci di sostenibilità ed economia circolare e nelle iniziative di policy, soprattutto tra le imprese. 

WEBINAR E INTERVENTI
Al webinar sono intervenuti il presidente del parlamento europeo, David Sassoli con un video messaggio, il ministro per il Sud e la Coesione Territoriale, Giuseppe Provenzano, il Presidente del CNEL,  Tiziano Treu, Vito Albino, Presidente dell’Agenzia Regionale della Tecnologia e dell’Innovazione (ARTI), il Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio, Mario Turco e il portavoce ASviS, Enrico Giovannini.

Il Tecnopolo rappresenta un banco di prova non solo per il Sud, ma per il Paese – ha detto il ministro Provenzano - per passare ad un modello di sviluppo sostenibile, passando dalla diversificazione economica rispetto all’indotto dell’acciaio direttamente ad una transizione ecologica, in linea con ciò che ci chiede l’Europa che mette in discussione assetti istituzionali, organizzazioni sociali e produttive. Da Taranto dovrà nascere un ecosistema innovativo dove territori, ricerca, operatori pubblici e privati dovranno fare rete”. Il confronto è avvenuto tra istituzioni e un gruppo di imprese apripista come, appunto RFI (Gruppo FS Italiane), Eni, Enel, Cisa, Enel, ERG, Nextchem, Greenthesis, Granarolo.

L'IMPEGNO DI FS PER LO SVILUPPO SOSTENIBILE DEL PAESE
“Rete Ferroviaria Italiana, così come tutto il Gruppo FS Italiane, opera in un settore orientato allo sviluppo sostenibile del Paese e ogni giorno lavora per la costruzione di un nuovo scenario di mobilità e di progresso che metta al centro le persone e l’ambiente” ha detto Claudia Cattani, presidente di RFI. “In questo contesto RFI ha coltivato un’importante tradizione a favore dello sviluppo di politiche e pratiche di economia circolare e di transizione energetica, capaci da una parte di minimizzare gli impatti delle attività produttive e dall’altra di massimizzare l’utilità e il valore degli asset ferroviari. Nell’ambito della realizzazione di nuove opere ferroviarie e nella manutenzione di linee esistenti, nei processi industriali svolti nelle officine, nell’innovazione e nella ricerca di materiali ferroviari ecosostenibili, nelle tecnologie di recupero e riuso dell’energia sulle linee ferroviarie”. 

Il Gruppo FS Italiane è già impegnato nel ridurre il gap infrastrutturale del Sud rispetto al Paese e lo fa portando avanti progetti come l’estensione dell’Alta Velocità e la velocizzazione di linee, come da Salerno a Reggio Calabria, in Sicilia e tra Napoli e Bari. Quest’ultima opera, in particolare, è l’esempio di un nuovo modello di sviluppo economico sostenibile e circolare, in linea con gli obiettivi europei su transizione ecologica e investimenti green previsti dal Recovery fund, ottenendo– primo progetto ferroviario al mondo – il massimo livello di certificazione di sostenibilità Envision (Platinum) per il tratto Frasso Telesino-San Lorenzo Maggiore

“Il riutilizzo delle terre e rocce di scavo, l’uso del pietrisco ecosostenibile, la rigenerazione delle sabbie di fonderia e il recupero dell’energia in frenatura dei treni sono solo alcuni degli esempi di modelli di economia circolare messi in campo da RFI” ha proseguito Claudia Cattani. “Un impegno costante, coordinato e condiviso che RFI, e in genere tutto il Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane, persegue anche attraverso la continua collaborazione con università, enti di ricerca ed altre imprese.  La collaborazione, il networking, la messa in circolo di competenze, saperi e esperienze è infatti una chiave di volta irrinunciabile per l’economia circolare”.

LA LINEA AD ALTA VELOCITÀ NAPOLI-BARI
Gli interventi maggiori dell’alta velocità tra Napoli e Bari prevedono su 121 chilometri di rete, la realizzazione di 25 nuovi viadotti, 9 gallerie, 14 nuove stazione per unire i due capoluoghi in due ore di treno. Per realizzare i 63 chilometri di gallerie si stima un volume  di 11 milioni 740mila metri cubi di scarto. La novità è che di questi, solo il 5% sarà trattato come rifiuti perché il 26% del totale  viene riutilizzato all’interno dell’opera stessa, il 69% riusato per recuperi ambientali di aree esterne. Lo stesso modello di economia circolare viene usato per il fabbisogno di inerti, sabbia e ghiaia indispensabili per le costruzioni: il 47% dei 9 milioni 400 metri cubi di inerti che servono, saranno recuperati dai materiali di scavo, per un valore complessivo del 95% di riutilizzo di rocce e  terra di scavo e un risparmio di risorse naturali del 47%.

Riuso, riciclo e recupero, estensione della vita utile e materie sono parole chiave per la strategia di circolarità, elemento fondamentale della più ampia politica di sostenibilità del Gruppo FS Italiane.