In cover, Mille papaveri rossi, stazione di San Giovanni in Persiceto (BO) © Alicè

Arte fatta di passaggi, incontri, contaminazioni. È la street art, manifesto di una libertà espressiva che, pur non accettando le forme di condivisione proprie dei circuiti tradizionali, mira a raggiungere un numero ampio di destinatari. È un viaggio nei colori dell’Italia dei murales quello tra le opere che hanno saputo trasformare anche stazioni, depositi di locomotive e scali ferroviari in spazi di espressione artistica condivisi, inclusivi, aperti agli sguardi e agli interrogativi delle comunità urbane.

 

Dalle figure danzanti di Keith Haring nella metropolitana di New York alle poetiche provocazioni del misterioso Banksy, la street art non ha mai rinunciato alla sua componente di sottile, ironica denuncia. Diventando, nelle caotiche e distratte società moderne, la voce di quanti non hanno voce.

R-Esisto stazione di Lecce © Fabio Serino

Ne è un esempio il mosaico R-Esisto, lungo il muro che costeggia la stazione ferroviaria di Lecce. Realizzato da giovani provenienti dall’Africa e dal Medio Oriente, ospiti del progetto Minori stranieri non accompagnati (Msna) di Patù gestito dall’Arci di Lecce, ha dato spazio a quanti ogni giorno sono costretti ad abbandonare la propria terra per cercare una possibilità di riscatto e di sopravvivenza. A coordinare i coraggiosi autori, l’artista e mosaicista Donatella Nicolardi.

Un omaggio alle donne e al ruolo insostituibile da loro svolto durante il periodo della Resistenza è invece il significato del murale che colora la stazione di San Giovanni in Persiceto, in provincia di Bologna. L’opera è di Alice Pasquini, in arte Alicè, artista poliedrica che ha esposto i suoi lavori anche al Macro di Roma e alla Saatchi Gallery di Londra. Si intitola Mille papaveri rossi e racconta per immagini dalla staffetta in bicicletta alla bracciante agricola, icona degli scioperi nei campi delle mondine, fino all’operaia in tuta da lavoro, simbolo dei sabotaggi nelle fabbriche per rallentare la produzione dell’industria bellica. Il dipinto, inaugurato lo scorso 2 giugno, è un progetto del Comune di Persiceto in collaborazione con l’Associazione nazionale partigiani d’Italia (Anpi) e il sostegno di Coop Alleanza 3.0.

Undernet, stazione di Sacile (PN) © Macross

Ma inclusione vuol dire anche sostenibilità ambientale, perché il pianeta sia sempre più una risorsa tutelata e preservata dall’ossessione del consumo. Sempre attuale è l’allarme lanciato dall’artista Millo con il suo murale The world is sick. L’opera, nella stazione ferroviaria di Avellino, fa parte del progetto Bo.Ca. dell’associazione PianoB. Palazzi altissimi, facce stilizzate e un termometro gigante conficcato nella terra, che misura una temperatura a dir poco preoccupante. Un chiaro invito a puntare sulla sostenibilità e un monito contro l’inquinamento e il riscaldamento globale. Una presa di coscienza necessaria per un bene che è di tutti e, come tale, va protetto.

 

A Sacile (PN), in Friuli-Venezia Giulia, il magazzino merci della stazione è diventato invece un fondale scenico ispirato alla natura e alle bellezze del territorio. Undernet, esteso per 160 metri quadrati, è opera degli artisti dell’associazione Macross. Un volo di uccelli e una distesa di colline adorna di case ricordano come la promessa di felicità del nostro futuro si fondi sull’equilibrio tra le persone e l’ambiente.

Articolo tratto da La Freccia