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È solo dal 2012 che esiste il World Radio Day. Sono passati, infatti, appena dieci edizioni da quando l’Unesco ha deciso di istituire la Giornata Mondiale della radio il 13 febbraio. Non una data qualsiasi, ma un omaggio al 13 febbraio 1946 quando le Nazioni Unite effettuarono la prima trasmissione con quello strumento. La radio, d’altronde, nel dopoguerra come in età contemporanea, non ha mai abbandonato il suo intento di accompagnare le giornate delle persone. Un mezzo di comunicazione così antico, ma capace di essere ancora oggi il più giovane, dinamico e diretto. «Questo accade perché la radio è il mezzo più adatto a subire cambiamenti, a modificarsi mentre le cose cambiano. Non è un caso che sia così lunga la sua storia e che l’avvento della televisione non abbia modificato minimamente la sua importanza nella comunicazione mondiale». A dirlo è Riccardo Cucchi, storica voce della trasmissione RAI Tutto il calcio minuto per minuto, intervenuto a FSNews Radio in occasione della Giornata Mondiale della Radio.

 

 

«La radio è importante anche perché in alcune zone del mondo – ha aggiunto Riccardo Cucchi – riesce ad arrivare nonostante le difficili situazioni sociali, ambientali e di povertà. Può essere ascoltata ovunque, anche nei villaggi più sperduti, non scordiamocelo mai».

 

Il radiocronista deve il suo successo, ovviamente, alla trasmissione radiofonica calcistica per eccellenza. Un programma che non ha fatto solo la storia dello sport, ma anche parte della storia del nostro Paese. «Una trasmissione inventata come esperimento – spiega Cucchi – per le Olimpiadi di Roma del 1960. Poi diventata un fenomeno sociale, un “cult”. Ha cambiato e influenzato persino il modo di parlare degli italiani. Se vogliamo, possiamo considerarla come il primo programma “all news” della storia. Ha reinventato o, addirittura, inventato la radio moderna».

Riccardo Cucchi

Una carriera, quella di Cucchi, finita il 12 febbraio 2017 con la partita Inter – Empoli, sempre insieme alla radio. Il 68enne giornalista romano non ha mai avuto tentennamenti o attrazione per altri mezzi di comunicazione «Non ho mai tradito la radio», racconta, scherzando. «Mi definisco un nativo radiofonico. Sono nato in un’epoca dove esisteva solo la radio, è il mezzo che ritengo più vicino alla mia sensibilità per quello non l’ho mai abbandonata. La radio è la casa della parola, l’ho amata dal primo giorno».

 

È giusto parlare di amore per questo mezzo di comunicazione. E in occasione del World Radio Day è bene ribadirlo. Il Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane, non a caso, da oltre dieci anni ha sposato questo modo di comunicare con una propria web radio – FSNews Radio – che dal 13 dicembre 2008 informa, approfondisce e intrattiene tantissimi ascoltatori che la ascoltano nelle stazioni, via web, via app o, semplicemente, mentre si rilassano seduti in un Freccia Club.

 

Buon World Radio Day a tutti!

Locandina World Radio Day 2021