Foto in apertura: Vincenzo Cabianca, Al sole (1866) Collezione privata Bologna

Palazzo Zabarella di Padova propone fino al 30 giugno la mostra I Macchiaioli, una selezione di dipinti che ritraggono uomini e donne di valore, forti, coraggiosi, quasi eroici, che non si stancano mai di ripartire, giorno dopo giorno, a dispetto di qualsiasi difficoltà. A vederlo oggi sembra l’identikit di tutti gli esseri umani, che cercano di trovare una nuova strada verso il futuro, messi a dura prova dalla pandemia. Invece è il ritratto dei soggetti immortalati dai Macchiaioli, gruppo di artisti italiani che nella seconda metà dell’800 decide di allontanarsi dalla pigrizia accademica per imporre uno stile di pittura più attivo, immediato, verista.

Telemaco Signorini, Bambini colti nel sonno, 1896 Collezione privata

Telemaco Signorini, Bambini colti nel sonno (1896) Collezione privata

Su questo fil rouge che lega il presente al passato corre la mostra organizzata a Palazzo Zabarella, il cui sottotitolo, indicativo, è Capolavori dell’Italia che risorge. Le scene dei dipinti esposti rappresentano un Paese che non è ancora unito sotto il profilo politico, ma è già iconicamente riconoscibile, segno di una società civile, legata da punti di riferimento valoriali e culturali, che spesso anticipa i disegni istituzionali. Tra le oltre 100 opere da osservare, le pescivendole di Lerici e il merciaio di La Spezia nelle tele di Telemaco Signorini, l’erbaiola di Giovanni Fattori, le donne al sole di Vincenzo Cabianca, le bambine che fanno le signore di Silvestro Lega. Uomini e donne, dunque, pieni di emozioni. Di vita, intesa come forza dell’amore che permea tutto e contrasta la morte. Uomini e donne che si potrebbero incontrare anche ai giorni nostri.

 

Articolo tratto da La Freccia

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