In apertura Il Lago Sirino sul massiccio omonimo (Potenza) © Marco Tancredi

Faggete e pini loricati si tingono di bianco sulle vette della Basilicata, terra selvaggia bagnata due mari – Ionio e Tirreno – e meta dove rallentare per scoprire itinerari invernali inediti che si spingono fino in Calabria. Luoghi magici fuori dai tracciati più battuti offrono sport, divertimento e cultura, che insieme ai sapori della tradizione rendono l’Appennino lucano e quello calabro tra i protagonisti dell’inverno 2023.

 

SCI E BORGHI ARROCCATI NEL POLLINO

Sciare accanto al lago e ciaspolare nei boschi innevati seguendo le rotte delle aquile reali che conducono al Giardino degli Dei: è il Parco nazionale del Pollino, a cavallo tra la Basilicata e la Calabria. Dal 2015 Patrimonio mondiale, è il più ampio parco d’Italia con quasi duemila chilometri

quadrati di superficie. Il comprensorio sciistico, che si spinge fino a 2.267 metri con la sua vetta più alta, offre piste per sci di fondo, nordic walking e ciaspolate ma anche aree attrezzate per divertirsi con slittini e bob. Qui montagne aspre e foreste abitate da lupi si alternano ai suggestivi Rotonda, Viggianello e Terranova del Pollino, borghi arroccati in provincia di Potenza ricchi di antiche memorie e regno della locale gastronomia a base di funghi, melanzane rosse e piccanti, croccanti peperoni cruschi.

Castelmezzano

Castelmezzano © Paolo Santarsiero

NORDIC WALKING E CIASPOLATE SUL SIRINO

Le sponde del Laudemio, il lago di origine glaciale più a sud d’Italia, ai piedi del monte Papa che supera i duemila di altezza, sono l’ideale per sci di fondo e passeggiate con le racchette da neve, mentre per trekking e ciaspolate bisogna spostarsi lungo i sentieri dei vicini boschi. Sul massiccio del Sirino gli impianti sciistici scorrono tra i paesi di Lagonegro e Lauria, meta per i cultori di sci alpino e nordic walking. La pista più suggestiva è la Forcella monte Papa: lunga più di due chilometri, percorre un sentiero boschivo con scorci naturali mozzafiato. Perfetta per gli sciatori più esperti, mentre altre piste a disposizione – come Principianti e Monte Sirino – sono dedicate ai più piccoli e a chi muove i primi passi sulla neve.

 

PASSEGGIATE E SNOWBOARD IN VAL D’AGRI

Il Parco nazionale dell’Appennino lucano Val d’Agri Lagonegrese incanta con le antiche faggete che ammantano i pendii dei monti Pierfaone, Arioso e Maruggio. Armati di sci o racchette ai piedi, si procede lenti, lungo la pista di fondo di Pietra del Tasso, tra gli alberi innevati. Anche gli amanti dello snowboard trovano piste adatte come la Fossa Neviera: lunga 1.600 metri, offre un dislivello

di circa 300 metri per le acrobazie. La stazione sciistica di Sellata Pierfaone Arioso si estende per sette chilometri di piste collegate tra loro da impianti di risalita e tappeti trasportatori. Per le escursioni ci sono i 22 chilometri del sentiero Frassati, con cammini che dal borgo di Sasso Castalda salgono fino alla cima del monte Arioso. Lungo il percorso si intravedono Castelmezzano e Pietrapertosa, tra i borghi più suggestivi d’Italia che, arroccati tra le sagome delle Dolomiti lucane e illuminati di sera, paiono presepi.

Faggeta Appennino lucano

Una faggeta sull’Appennino lucano © Marco Tancredi

TREKKING E CUCINA A VIGGIANO

Viggiano, invece, è il paese delle arpe e delle zampogne, vere opere d’arte realizzate da secoli ed esportate in tutta Europa. Il Sacro monte di Viggiano, celebre per il santuario trecentesco dedicato alla Madonna nera, è meta ambita per il trekking invernale e le escursioni naturalistiche. La stazione sciistica di Montagna grande di Viggiano, a oltre 1.400 metri di altitudine, ospita piste alla portata di tutti, con attrattive speciali: un’area dedicata allo snow tubing per i bambini, che possono lanciarsi nella neve utilizzando ciambelle come slittini, e una pista illuminata per lo sci alpino serale. Il territorio si lascia scoprire anche a tavola, con i piatti tipici della cucina regionale come gli strangolapreti lucani, i cutturiddi, spezzatino di agnello insaporito da cipolline, pomodori e alloro, e l’acquasale dei pastori con uova, olio, peperone crusco e cipolla, pane tostato e ricotta grattugiata.

 

ESCURSIONI E BIRDWATCHING IN ALTURA

Il Monte Volturino, vetta di origine vulcanica che con i suoi 1.835 metri di altezza domina la Val d’Agri, è perfetto per gli sport invernali grazie alle sue piste sciistiche. Sono tre i tracciati del comprensorio – con un dislivello che supera i 400 metri – collegati da una comoda seggiovia e da un moderno skilift. I luoghi del Parco nazionale dell’Appennino lucano sono attrazione anche per gli appassionati dell’hiking, le camminate in montagna, e per i birdwatcher, che qui possono ammirare specie protette come il nibbio reale e il falco pecchiaiolo. Adagiato sul monte Volturino è il borgo di Marsicovetere, conosciuto come il “balcone della valle” per i panorami unici sui pianori della valle del fiume Agri. Anche qui non mancano le specialità della cucina lucana: salumi, tartufo, funghi porcini e la pasta fatta a mano.

Scialpinismo Appennino lucano

Scialpinismo sull’Appennino lucano © Archivio Apt Basilicata

SULLE NEVE TRA SILA E ASPROMONTE

Sempre lungo le montagne, si può andare dalla Basilicata alla vicina Calabria, che vanta località invernali mozzafiato appena sotto i duemila metri, 13 impianti di risalita e 51 chilometri di piste. Quelle di Camigliatello Silano, in provincia di Cosenza, sono tra le più ricercate. Per chi sceglie lo sci alpino il monte Curcio è la destinazione ideale, con due tracciati che si estendono per più di quattro chilometri. Agli appassionati di fondo il comprensorio offre un lungo itinerario tra boschi e pinete che arriva fino alle più alte vette della Sila. A pochi chilometri da Camigliatello Silano si trova la stazione sciistica di Pagliara, nella località di Fago del Soldato, unico comprensorio della regione con un percorso illuminato per sciare in notturna. Qui una seggiovia biposto permette di raggiungere la vetta per poi scendere con due percorsi, il primo da slalom, il secondo più semplice. Lorica, la “perla della Sila” con i suoi paesaggi naturali e incontaminati, dista invece due chilometri dalla cestovia di Botte Donato. Per un’escursione notturna sul gatto delle nevi bisogna spostarsi sul vicino monte Gariglio attrezzato con un impianto di risalita che permette di lanciarsi lungo 20 chilometri di percorsi con diversi gradi di difficoltà. E se si vuole proseguire verso sud, oltre il Pollino, nella zona del Parco nazionale dell’Aspromonte, Gambarie è una delle stazioni sciistiche più suggestive con una vista panoramica sul mare che si spinge fino alle isole Eolie.

 

Articolo tratto da La Freccia