Cento ettari di territorio viticolo, nel cuore della Basilicata, dove la bellezza del paesaggio è pari alla passione con la quale vengono prodotti grandi vini a partire dall’Aglianico, re del Vulture. La cantina Re Manfredi è espressione di tutto ciò: attenzione e cura nel lavoro in vigna e professionalità nella vinificazione in cantina sotto la guida dell'enologo e direttore Andrea Autino. 

Una ricerca costante dell’identità lucana, quel senso di appartenenza ad una terra, espressione piena della capacità italiana di produrre eccellenza. «Ventidue anni fa il Gruppo Italiano Vini ha deciso di investire in Basilicata - racconta Paolo Montrone, punto di riferimento in Basilicata e narratore dell’Aglianico del Vulture - credendo nella capacità dell’Aglianico di competere con grandi vini». 

Vitigno complesso da gestire, ma di grande espressione del terroir. La produzione è stata anche diversificata. Dopo un profondo studio compiuto dall’Università della Basilicata e l’autorizzazione all’impianto da parte della Regione, sono stati piantati due vitigni a bacca bianca, il Müller Thurgau e il Traminer, estranei alla zona. Una scommessa vinta con successo. «La prima annata in bottiglia - continua Paolo Montrone - è il 2003, 70% Müller e 30% Traminer, ne vengono prodotte dodicimila bottiglie solo per il mercato estero e vengono vendute in un attimo». Oggi questo bianco è il più venduto in Basilicata, con 160.000 bottiglie, e continua a conquistare gli stranieri. «Una partita vinta con tenacia - aggiunge Andrea Autino - e con determinante attenzione nel lavoro in vigna, dove il clima del sud va gestito rispetto alla esposizione dei filari e alla delicatezza del vitigno». 

Piatto di salumi con bottiglia di vino Aglianico di Re Manfredi

Passeggiando nel vigneto con Paolo Montrone, si percepisce chiaramente la sua passione per la Basilicata e la consapevolezza di quanto questa regione abbia da offrire. «La Basilicata è ricca di storia, di arte, di bellezze naturali, ma allo stesso tempo offre un patrimonio straordinario di tipicità, di produzioni di eccellenza enogastronomica ed agroalimentare. Il vino può e deve essere il traino di questa proposta». 

Montrone è anche presidente della Enoteca Regionale della Basilicata, la cui sede è situata nel meraviglioso castello Pirro del Balzo a Venosa. Qui si svolgono incontri, convegni, degustazioni, anche usufruendo dell’antico loggiato, perfettamente conservato. La mission dell’Enoteca, istituita dalla Regione Basilicata, è quella di promuovere e diffondere l’immagine dei vini della regione e la cultura enologica. Come spiega il presidente: «Quando il progetto è serio sappiamo fare squadra, c’è unione tra i soci e capacità. Dobbiamo saper promuovere e comunicare, se sapremo fare questo, faremo un grande servizio alle nostre aziende e sopratutto alla nostra piccola/grande regione». «Il Pollino mi rilassa molto e poi la città di Matera, la sua bellezza non stanca mai» aggiunge Montrone parlando del suo luogo del cuore in Basilicata.

Andrea Radic con i responsabili della cantina Re Manfredi

Da sinistra Paolo Montrone, Andrea Autino e Andrea Radic

Nella bottaia torno ancora con Andrea Autino, un piemontese in Basilicata. Sua infatti anche la responsabilità nella cantina Calissano in Piemonte (altra realtà del Gruppo Italiano Vini) con, tra gli altri, un notevole ed elegante, Alta Langa metodo classico.

«L’Aglianico sta crescendo molto, in eleganza e struttura, affine al grande vitigno piemontese, il Nebiolo» spiega mostrando una bottiglia di Re Manfredi Aglianico del Vulture L’Aglianico è un vitigno difficile, impegnativo da lavorare, ma se coltivato al meglio e con attenzione e lavorato e affinato con cura, può portare ad un prodotto davvero unico. Un vino che anche dopo dieci, quindici anni di invecchiamento in bottiglia, presenta grande struttura e allo stesso tempo notevole freschezza.

«La Basilicata - conclude l’enologo e direttore di cantina - e in particolare l’Aglianico, hanno potenzialità di crescita davvero uniche».

Bottiglia di vino Serpara della cantina Re Manfredi

Il vigneto Serpara conta circa sei ettari nel comune di Maschito (PZ). Tre delle vigne a 650 metri sono di oltre 40 anni. È qui che vengono effettuate le selezioni per i nuovi vigneti ed è da queste vigne che si produce il “Serpara” un cru di eccezionale eleganza, strutturato e vellutato.

La storia di questa terra è bellissima, anche nel richiamo in cantina ed in etichetta a Re Manfredi. Figlio di Federico II, Dante parla di lui nella Divina Commedia, amava ritirarsi proprio qui tra i pregiati vigneti di Aglianico.