Un’esperienza trentennale quella che Gianpaolo Girardi, fondatore di Proposta Vini e il figlio Andrea, amministratore della società, hanno maturato nella ricerca e selezione di produttori vinicoli, seguendo le tracce e valorizzando le aziende che operano nel rispetto e nella riscoperta della tradizione e delle peculiarità dei loro territori.

 

Una selezione che consente, inoltre, ai piccoli produttori di usufruire di importanti modalità di visibilità e diffusione dei loro prodotti. Un vero e proprio supporto di attenzione, utile, in momenti di mercato non semplici, a non perdere opportunità commerciali. 

Gianpaolo e Andrea Girardi

Il lavoro dei Girardi si sviluppa anche nell’individuare categorie di vini che hanno caratteristiche uniche, come i cosiddetti “Vini Estremi”. Prodotti da piccoli-grandi vignaioli italiani che, in zone sconosciute e impervie, spesso in minuscoli fazzoletti di terra strappati alla montagna, alla roccia e al mare, sanno produrre vini unici e preziosi. Dall’estremo Nord al profondo Sud, parliamo di vini che nascono dalla sabbia, dai terrazzamenti, nel vento e ad altitudini proibitive.

Intervista ad Andrea Gialrdi, CEO di Proposta Vini

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Un’altra categoria davvero particolare è quella dei “Vini dell’Angelo” che recupera e colleziona le varietà d’uva presenti in Trentino fino alla fine della Grande Guerra, ne promuove la coltivazione, la vinificazione e la commercializzazione.

 

«Così, bevendo i Vini dell’Angelo, tutti prodotti con uve coltivate nel Tirolo italiano fino alla caduta del mondo asburgico - sottolinea Andrea Girardi - ci possiamo calare, con un po’ di fantasia, nell’atmosfera dell’Austria imperiale con le musiche degli Strauss, immaginando la fatica dei contadini nel solleone estivo oppure il paesaggio senza macchine, grattacieli, autostrade, viadotti e funivie».

Una ricerca continua che ha segnato capitoli davvero interessanti nel corso degli anni. Interessante l’individuazione di vitigni storici, autoctoni, tutt’ora coltivati da produttori che hanno consentito di non perderne la memoria e di poterli gustare. Dalla Dorona, vitigno tipico della Laguna di Venezia, alla Dindarella nel veronese, dal Bombino Bianco nel Lazio, al Colorino, autoctono della Toscana.

Ogni anno Proposta Vini presenta il suo Catalogo. Quello del 2022 ha vissuto due gironi da protagonista alla Fiera di Parma. Un evento, tornato in presenza, secondo tutti i dettami delle regole sanitarie, che ha consentito ad addetti ai lavori, sommelier, giornalisti e produttori di confrontarsi e degustare moltissime novità e numerose conferme della qualità del vino italiano, della bellezza dei suoi vigneti e della grande varietà territoriale delle oltre 160 aziende presenti e provenienti da tutta Italia e diversi Paesi stranieri, a dimostrazione dell’importanza del mercato italiano per i vini di tutto il mondo. 

«Il 2021 è stato un anno di ripresa sostenuta, di crescita per tutte le cantine rappresentate», afferma Andrea Girardi, figlio del titolare Gianpaolo e CEO dell’azienda. «Ritrovarci insieme per la presentazione del nuovo Catalogo rappresenta un importante momento d’incontro e di nuove prospettive per un 2022 all’insegna di una crescita sempre maggiore per il nostro lavoro di divulgazione dell’unicità, della tradizione, dei luoghi storici del patrimonio vinicolo italiano».

Infine è stata individuata una nuova categoria di vini, di grande fascino, capace di creare vere emozioni negli appassionati: i Vini delle Abbazie. «Il nuovo progetto Vini delle Abbazie - racconta Gianpaolo Girardi - unisce vini, definiti anche Paradisiaci o Celestiali, prodotti dai frati in antichi monasteri europei, luoghi in cui da secoli si coltiva la vite. I monasteri erano centri culturali, d’innovazione e di riferimento per le pratiche agricole e vitivinicole. Molte abbazie sono ancora attive e producono il vino in proprio, trasmettono antichi saperi, custodiscono varietà di uve antiche e conoscenze radicate nel passato».